Rubano le conchiglie a Villasimius: 3000 euro di multa ai turisti bergamaschi

Rubano le conghiglie dalla spiaggia di Villasimius, Cala Burroni. Multa di 3000 Euro per alcuni turisti bergamaschi colti in flagranza. 

Una lotta senza fine quella tra le nostre spiagge ed i turisti sconsiderati che sprezzanti della salvaguardia della natura e dei divieti, hanno deciso di provare a portarsi dei souvenir di quella che è una tra le terre più belle del mondo, la nostra Sardegna. E mentre la lotta all'inciviltà sembra incalzare sui social, tra indignazione e commenti al vetriolo, nel mondo reale siamo ancora ben lontani dal portare avanti valori come il rispetto per la cosa comune e per la natura. Così, capita anche che in una tranquilla giornata estiva, qualcuno decida di portarsi a casa un pezzo di mare nostrum, tra sabbia, conchiglie e sassi, senza però fare i conti con le Guardie Ambientali di Villasimius che non hanno potuto fare altro che denunciare e multare i turisti bergamaschi, come riporta Sardegnareporter.it 

L’11 Aprile 2017 Antonella Giglio, Direttore Generale dell’Assessorato degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica della Regione Autonoma della Sardegna, ha emanato un’ordinanza balneare determinando il divieto di asportare qualsiasi elemento costituente il tessuto naturale dell’arenile (quale sabbia, ghiaia, ciottoli, conchiglie, sassi etc…). Ciò va ad aggiungersi al già divieto regolamentato dall'Articolo 1162 del Codice della Navigazione quale Estrazione abusiva di arena o altri materiali, il quale prevede testualmente che "Chiunque estrae arena, alghe, ghiaia o altri materiali nell’ambito del demanio marittimo o del mare territoriale ovvero delle zone portuali della navigazione interna, senza la concessione prescritta (articolo 51), è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 1.549,00 € a euro 9.296,00 €.".

Nel corso degli anni, grazie anche all'attività dei volontari di Sardegna rubata e depredata - che solo nei primi due mesi dell'estate hanno raccolto circa 300kg di conchiglie che rischiavano di finire fuori dalla Sardegna - l'opinione pubblica sembra aver riscoperto questo annoso problema che affligge le coste sarde: in tanti, forse troppi, si giustificano asserendo che "lo fanno tutti", senza capire fino in fondo del danno all'ecosistema e di quanti anni ci vogliano affinché una spiaggia si crei, con le sue sfumature rosa, con i suoi granelli fini come borotalco, con i suoi sassolini che riflettono il sole e con tutte le altre sfaccettature tipiche delle spiagge più belle dell'isola. 

Durante i controlli aeroportuali, come testimonia la pagina facebook di Sardegna rubata e depredata, sono purtroppo tantissimi i delinquenti che cercano di portarsi via un pezzo di Sardegna, che troppo spesso restano impuniti a causa della mancanza di un presidio fisso delle Guardie Ambientali negli aeroporti. Un verbale certo, all'atto del sequestro delle bottiglie o dei sacchetti riempiti di sabbia dai turisti, potrebbe avere effetti positivi sulla prevenzione di questa pratica illecita. Invece, ad oggi, chi viene beccato con il ricordo di Sardegna, resta impunito e va via, senza il suo sacchetto o la sua bottiglietta riempita di sabbia, ma impunito. 

I numeri forniti quotidianamente nella pagina facebook sono davvero allarmanti, ancor più se si pensa che sono riferiti al solo controllo aeroportuale nei tre scali sardi. 

Se gli stessi controlli venissero effettuati anche nei quattro principali porti della Sardegna, a quanto ammonterebbero i chilogrammi di sabbia, pietre, conchiglie, coralli, etc, rubati in Sardegna? Forse troppi, ed è troppo anche immaginarlo. Così come è difficile immaginare cosa spinga un turista al portarsi a casa un pezzo della nostra splendida natura, quasi come fosse tutto legittimo. Forse è legittimo portarsi a casa un pezzo di Tour Eiffel, della Torre di Pisa o delle Piramidi d'Egitto, un albero dello Yellostone National Park, un pezzo del Sasso del Guidino o delle piramidi di terra dell'Alto Adige, un pezzo delle antiche strade romane od i fiori del meraviglioso giardino di Ninfa nel Lazio. Insomma, la bellezza della natura va preservata e rispettata come un qualsiasi altro monumento, così che anche i posteri possano beneficiare di tanta magnificenza e magari trarre ispirazione per un mondo migliore, ma soprattutto va rispettata perché parliamo di un ecosistema ambientale fondamentale per la vita. 

 

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