Dolmen e Menhir

I Dolmen sono delle costruzioni megalitiche, edificate in età preistorica ed utilizzate come sepolture collettive. La Sardegna vanta numerose sepolture di tipo dolmenico, particolarmente diffuse nella metà settentrionale dell'isola.

Queste costruzioni venivano realizzate con lastre conficcate nel terreno e sormontate da lastroni di pietra come copertura. Solitamente vi si gettavano sopra dei tumuli di terra e pietre che le ricoprivano completamente. Spesso venivano costruite con un preciso orientamento astronomico e delimitate da cerchi in pietra evidenziando la sacralità di questi luoghi utlizzati per praticare funzione religiosa.

Tra i Dolmen, Sa Coveccada, situato a Mores in provincia di Sassari, è tra le più importanti costruzioni megalitiche di questo tipo in tutta l'area mediterranea, con un'altezza invidiabile di circa 2,70 metri.

I Menhir, diffusi in tutta Europa, e non solo, a partire dal neolitico, sono invece dei monoliti di forma allungata di grandi dimensioni conficcati verticalmente nel terreno e spesso organizzati in lunghi allineamenti o distribuiti in singoli elementi. In lingua sarda vengono comunemente chiamati "perdas litteradas", ovvero "pietre letterate" con un probabile riferimento alle incisioni che molti di questi monumenti presentano, come nel caso dei menhirs di Laconi. La loro funzione non è del tutto chiara, spesso situati in corrispondenza di tombe come probabili simboli religiosi o disposti in luoghi isolati, utilizzati forse come sistema di orientamento.

L'area archeologica di Pranu Muttedu, a Goni a circa trenta minuti da Cagliari, vanta la più alta concentrazione di Menhir con circa 60 monoliti variamente distribuiti in un'area di circa 200 mila metri quadri.

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