Sulle tracce dei fenicotteri rosa

Sulle tracce dei fenicotteri rosa

“Sa Genti Arrubia”, con questa espressione vengono chiamati i fenicotteri rosa in Sardegna. Questo volatile elegante, dall’aspetto esotico, noto con il nome scientifico di Phoenicopterus roseus Pallas, ha trovato nell’isola uno dei suoi habitat ideali. Il grande volatile ama infatti le aree poco abitate e caratterizzate da un clima prevalentemente umido. È facile avvistarli in volo, mentre si spostano in stormi, alla ricerca dei crostacei di cui vanno ghiotti. In particolare si riversano in zone ricche di Artemia Salina, vale a dire di quei piccolissimi crostacei che, grazie al loro pigmento rosso, donano al piumaggio dei fenicotteri la loro caratteristica sfumatura rosa.

In Sardegna è possibile osservarli in molti luoghi, tenendo da conto però alcune particolari accortezze. Questi infatti sono animali molto difficili da avvicinare, perché temono molto l’uomo e anche il più banale dei rumori potrebbe allontanare tutto lo stormo. Chi si occupa di birdwatching lo sa bene, e cerca di osservare questi splendidi animali con molta accortezza e rispetto, soprattutto durante le prime settimane di giugno. Con l’avvento dell’estate infatti, questi animali si stanziano sul territorio della Sardegna per nidificare.

Tra i principali luoghi dove poter osservare i fenicotteri, c’è sicuramente la zona di Oristano, con il suo territorio ricco di paludi e di stagni. I volatili rosa occupano soprattutto lo stagno di Sale ‘e Porcus, di Cabras, di S’ena Arrubia, di Santa Giusta e la laguna di Mistras.
Non solo, si possono scorgere numeri fenicotteri anche a Poltu Quatu, nei pressi di Olbia, o allo stagno Sa Curcurica di Orosei, a Chia e a Cagliari.

Cagliari è una città circondata da una meravigliosa natura. A pochi chilometri da questa, nel comune di Uta, si trova la Riserva Naturale e Oasi WWF di Monte Arcosu. Inoltre, Cagliari quest’anno ha festeggiato un anniversario molto speciale. È da ben 25 anni che vi nidificano regolarmente i fenicotteri, presso lo stagno di Molentargius, poco distante dal centro abitato del capoluogo sardo. È stato l’ornitologo Helmar Schenk il primo ad osservare e documentare il fenomeno della nidificazione di questi volatili a Cagliari. Ogni anno il fenomeno si ripete, con la gioia e lo stupore degli abitanti, consci della peculiarità del fenomeno. Secondo Vincenzo Tiana, il presidente dell’associazione del Parco di Monteargius, “Cagliari è l’unica città del mondo dove i fenicotteri nidificano in modo stabile”.


 Photo by JamesDeMers (Author), CC0 Creative Commons (Licence)

È possibile scorgere questo tipo di animali in pochi altri habitat; in molti di questi i fenicotteri sostano solo durante i mesi estivi. Nel Nord Italia è possibile avvistarli dirigendosi verso la costa adriatica, in particolare nel Parco del Delta del Po’ e nelle Valli di Comacchio, o in Veneto, sull’Isola di Torcello, vicino a Venezia. Al centro li si può osservare nelle zone più umide di Toscana, come ad esempio nell’Alta Maremma o nell’Oasi WWF Padule Orti-Bottagone a Piombino, altrimenti nel Lazio, presso le Saline di Tarquinia. Si possono avvistare anche nell’oasi naturale del Pantano di Saline Joniche, in Calabria, a Montebello Jonico, o in Campania, nel casertano, in particolare nei pressi del Lago Patria.

Questi splendidi animali possono essere scorti anche all’estero. Gli appassionati di birdwatching non dovrebbero perdere l’occasione di inoltrarsi tra i due bracci del delta del Rodano, in quella zona nota come la Camargue. Nel territorio ad Est del delta si trova lo stagno di Fangassier, popolato da un’immensa quantità di fenicotteri rosa. Il luogo è molto affascinante e pieno di mistero. Gli abitanti del luogo sono noti per il loro impegno nell’allevamento di tori e di cavalli e tutta la zona è legata ad una lunga serie di leggende medievali che si perdono nella notte dei secoli.

Merita una visita anche l’Andalusia. Tante sono le buone ragioni per visitare Marbella, Granada e la sua splendida Alhambra, Siviglia e il suo Alcazar, Cordoba e la sua Mezquita. Non tutti sanno però che a Fuente de Piedra, in un paesino andaluso con poco di più di 2.000 abitanti, si può osservare un paesaggio molto particolare. Davanti a questo piccolo centro si estende una grande laguna, l’habitat naturale della più grande colonia di fenicotteri della Spagna; una delle più grandi d’Europa, seconda solo a quella della Camargue.

Se ci si vuole allontanare dall’Europa, è possibile spingersi fino ai Caraibi e molto oltre ancora. Sull’isola di Inagua si può visitare la zona protetta dell’Inagua National Park, dove si possono osservare centinaia di fenicotteri, così come le operazioni di la raccolta del sale. Da togliere il fiato anche l’impareggiabile paesaggio del Lago Natron in Tanzania. Questo lago salino, dalle acque non più profonde di 3 metri, si caratterizza per il suo particolarissimo colore rosso. Data la salinità del lago, solo un particolare tipo di batterio dalla colorazione rossastra riesce a sopravvivervi, insieme ai fenicotteri rosa. Non a caso, proprio in questo luogo nel 2008 è stato girato il documentario Disney “Il mistero dei fenicotteri rosa”. 

Prenota ora: