EXMA. Prorogate le mostre "Darkkammer", "Qualcuno, nessuno, settemiliardi" e "Post Organico: The Day After"

Data evento: 
Dal 23-Febbraio-2015 al 01-Marzo-2015

DARKKAMMER Collettiva a cura di Roberta Vanali e Efisio Carbone

POST ORGANICO: THE DAY AFTER Collettiva a cura di Erica Olmetto

QUALCUNO, NESSUNO, SETTE MILIARDI Personale di Mauro Serra

Cagliari, Centro Comunale d’Arte e Cultura Exmà
Prorogate sino a Domenica 1 marzo 2015

 

Sono state prorogate sino a domenica 1 marzo 2015 le mostre che hanno aperto la stagione espositiva 2015 del Centro comunale d’arte e cultura Exmà e che hanno come protagonisti 45 artisti prevalentemente nazionali che proseguono così la loro invasione dello spazio espositivo di Via San Lucifero con opere di arte contemporanea dalla pittura alla scultura, dalla fotografia alle installazioni.

La Sala delle Volte ospita Darkkammer un progetto curato da Roberta Vanali e Efisio Carbone che ricostruisce una wunderkammer (camera delle meraviglie) contemporanea attraverso l’interpretazione di 40 artisti.

Erica Olmetto è invece la curatrice della collettiva allestita nella sala della Terrazza Post Organico: The Day After in cui 4 artisti sviluppano la tematica dell’estinzione delle risorse naturali e la conseguente trasformazione del territorio.

Infine nella sala della Torretta Qualcuno, nessuno, sette miliardi, esposizione personale delle opere di Mauro Serra.

Tutte le mostre sono realizzate in collaborazione con il Consorzio Camù e sono visitabili con orario di ingresso dalle ore 9 alle ore 20 (chiuso il lunedì). Sponsor dell’iniziativa sono le Cantine Meloni, l’azienda Sa Marigosa, Soul Style e il Ristorante Lo Zodiaco.

 

DARKKAMMER

Progetto a cura di Efisio Carbone e Roberta Vanali con l’allestimento di Silvia Ledda, che mira a ricostruire una wunderkammer (camera delle meraviglie) contemporanea, caratterizzata dall’eterogeneità dei medium espressivi (pittura, scultura, fotografia, installazione, video, grafica, calcografia, performance) attraverso l’interpretazione di 40 artisti, con differenti background di appartenenza, selezionati tra il territorio sardo e il resto della penisola.

“Ricostruire l’universo in una stanza” (Lugli, 1983), era l’obiettivo delle Wunderkammer e delle Kunstkammer (camere delle meraviglie e gabinetti delle meraviglie) che nel XVI secolo prendono avvio grazie alle collezioni delle casate nobiliari e che possono essere considerate il primo passo verso l’istituzione dei musei. Tutto ciò che era inusuale nell’ambito del collezionismo dell’epoca, ovvero oggetti, piante e animali rari (naturalia) nonché parti provenienti da essi come piume, corna, zanne ma anche feti, animali e uomini deformi, gemme, pietre e strumentazioni scientifiche. Ne facevano parte anche scritti, dipinti, sculture e manufatti (artificialia) oltre ai famous hoaxes, ovvero falsi appositamente costruiti dall’uomo.

Tutti questi reperti andavano a costituire i mirabilia, meraviglie talvolta raccapriccianti con l’obiettivo di ispirare curiosità e stupore.

Espongono: Adriano Annino, Silvia Argiolas, Antonio Bardino, Leonardo Boscani, Matteo Campulla, Piercarlo Carella, Franco Casu, Loredana Catania, Vanni Cuoghi, Elisa Desortes, Jacopo Dimastrogiovanni, Roberto Falchi, Marina Faggioli, Elisabetta Falqui, Nicola Filia, Andrea Fiorino, Matteo Galvano, Elisa Girelloni, Simone Loi, Monica Lugas, Pablo Lopez Luz, Makoto (Codice Bianco), Massimiliano Martino Degli Esposti, Dario Molinaro, Riccardo Muroni, Marcello Nocera, Andrea Nurcis, Giovanni Manunta Pastorello, Massimiliano Picconi, Gui Pondé, Francesca Randi, Laura Saddi, Fabio Saiu, Giuliano Sale, Valentina Sani, Matteo Sanna, Josephine Sassu, Chiara Seghene, Daniele Serra, Manuela Toselli.

 

POST ORGANICO: THE DAY AFTER

La rassegna d’arte contemporanea Post Organico: The Day After è curata da Erica Olmetto ed organizzata dall’Associazione DeheArt con ApgS (Associazione per il parco geominerario storico ambientale della Sardegna) e il Museo Geopunto di Iglesias. I 4 artisti coinvolti: Matteo Campulla, Federico Cozzucoli, Simone Giovagnorio e Alessandro Muscas sviluppano, ognuno col proprio linguaggio, la tematica dell’estinzione delle risorse naturali e la conseguente trasformazione del territorio, in primo luogo del Sulcis Iglesiente, area intensivamente sfruttata e trasformata dall’ingente attività mineraria, dal tempo dei Fenici fino agli anni Ottanta.

Il continuo succedersi delle lavorazioni minerarie ha portato a una sovrapproduzione di scorie che ha reso quasi arido e sterile il paesaggio e, in altri casi, in modo insolito, ha invece creato nuovi germogli di vita. L’uomo contro la natura, ma anche la natura contro l’uomo, quando gli agenti atmosferici e gli aerosol marini in ambienti costieri proseguono la loro azione di inesorabile distruzione dei materiali artificiali. Una lotta continua tra costruito antropico e paesaggio naturale.

Partendo da un simile contesto, gli artisti rifletteranno e sperimenteranno sull’argomento utilizzando supporti fotografici e digitali. Il progetto guiderà la loro immaginazione verso un futuro neanche troppo lontano, in cui il genere umano dovrà sopravvivere senza le risorse primarie e adattarsi al nuovo ambiente.

Le ipotesi di ricostruzione del mondo senza le proprie risorse possono essere diverse, così come molteplici gli scenari che si aprono in un contesto dove si assiste alla distruzione della natura, la trasformazione del paesaggio di fronte alla diffusione di fenomeni di salinizzazione e desertificazione. I luoghi non più distinguibili saranno sostituiti da chilometri di lande desolate, le case da container improvvisati e le fabbriche ormai dismesse metteranno a disposizione dei pochi sopravvissuti i pezzi meccanici degli ingranaggi non più funzionanti.

Il richiamo al Post Organico, movimento artistico degli anni Ottanta, è dettato dall’evidente riferimento al concetto di fusione della macchina, prodotto artificiale creato dall'uomo, con gli elementi organici. Il prodotto non è inteso solo come ibrido corpo umano, con funzioni vitali/macchina in continua simbiosi su cui si sviluppavano le riflessioni dei primi artisti del movimento, ma anche come fusione del paesaggio naturale con quello artificiale, che genera un processo di metamorfosi costante.

 

QUALCUNO, NESSUNO, SETTE MILIARDI.

In questa esposizione personale delle sue opere ed installazioni, Mauro Serra, offre una vasta panoramica sui molteplici aspetti dell’antropizzazione, con un impatto visivo fortemente caratterizzato dall’utilizzo di scelte compositive e materiali inediti in grado di interagire con gli osservatori e con il luogo di collocazione.

Le opere esposte esulano da una qualsivoglia inquadratura stilistica, spaziando tra i diversi settori delle Belle Arti, delle Scienze e facendo venir meno il concetto stesso di limite.

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