
Virus Zika, l'Oms alza i livelli d'allarme: "Si propaga in maniera esplosiva".
L'OMS - Organizzazione Mondiale della Sanità indice una riunione straordinaria per contrastare la diffusione del virus che ha i connotati di una noramle influenza, ma provoca gravi conseguenze in caso di gravidanza. Il prossimo 1° Febbraio si deciderà se proclamare l'emergenza mondiale come nel caso dell'Ebola nel 2015.
Il virus Zika "si propaga in maniera esplosiva". E' questo l'allarme lanciato dalla direttrice generale dell'OMS - Organizzazione Mondiale della Sanità, Margaret Chan, che per contrastare il diffondersi del virs, ha deciso di indire per il primo febbraio una riunione straordinaria durante la quale verrà deciso se proclamare l'emergenza globale, come avvenne un anno fa per l'emergenza Ebola, durante la quale morirono circa 11 mila persone e parte del continente africano venne messo in ginocchio, con alcuni casi anche in Italia e Sardegna (poi risolti). Durante la riunione vi si lanceranno le linee guida per una appropriato livello d'emergenza internazionale e per segnalare le corrette misure da adottare nei Paesi intaccati e nei restanti.
Il virus è trasmesso dalle zanzare e venne identificato per la prima volta nel 1947, ma ha cominciato a farsi notare solamente l'anno scorso, prima in Brasile e poi nel resto del Sudamerica. Nonostante sia molto simile al virus della dengue, comporta delle gravissime conseguenze per le donne che risultano incinte, con gravi malformazioni congenite al feto, una su tutte la microcefalia, ovvera una malformazione neurologica che comprende lo sviluppo limitato della scatola cranica.
Nel corso della settimana si è tenuta una riunione speciale del Consiglio Esecutivo dell'Oms, durante la quale si è anche discusso dell'epidemia del virus Ziki che ha ormai intaccato oltre venti Paesi del Latino America, Brasile su tutti. Ciò che maggiormente preoccupa l'Organizzazione Mondiale della Sanità è la velocità con la quale il virus si diffonde e la situazione si intrica, di pari passo all'aumento dei nuovi nati affetti da questa malformazione neurologica.
Diversi Paesi, come nel caso della Colombia suggeriscono ai propri cittadini di evitare le gravidanze per un lungo periodo, sperando nel frattempo si trovi un efficace metodo di contrasto al virus. Sotto controllo i casi segnalati in Europa, tra i quali quattro anche in Italia (ma nessuno al momento in Sardegna), che hanno riguardato persone di ritorno da soggiorni nei Pesi del America Latina. Le autorità sanitarie dell'Honduras hanno annotato oltre mille casi dallo scorso dicembre. Tanti i Paesi che hanno sconsigliato viaggi nei Paesi dell'area a rischio, ed anche il primo caso segnalato oggi in Austria ha interessato una viaggiatrice rientrata dal suo viaggio in Brasile, ma il personale medico dell'istituto di medicina tropicale dell'Università di Vienna hanno appurato che, dal momento che la donna non risulti essere in dolce attesa, non vi sono rischi per lei o per l'inesistente feto.
da Repubblica.it





