Alluvione in Sardegna

Data evento: 
Dal 21-Novembre-2013 al 22-Novembre-2013

E' ormai sulla bocca di tutti la tragica alluvione che ha messo in ginocchio una intera Nazione, la Sardegna, ed il suo popolo. Da qualche giorno si lotta e si prega contro la furia devastatrice dell'acqua e del cielo, che in poco tempo è riuscita a devastare tre quarti dell'isola più bella del Mediterraneo, da nord a sud, seminando il panico, mietendo vittime e cancellando i duri sacrifici di famiglie intere che si trovano ora a dover ricominciare tutto da zero e a piangere i propri cari.

Perché oggi è anche il giorno del lutto. Ad Olbia sono stati celebrati i funerali delle vittime di questa alluvione maledetta. Sedici persone che ora non ci sono più, mentre ancora si cerca un disperso in Gallura, che insieme al nuorese è stata la zona più colpita.

Tanta rabbia nei commenti a caldo. Una tragedia che per molti poteva essere evitata. Una fatalità che invece non poteva lasciar scampo, per altri. Ma qual è la verità? Probabilmente ancora poco è stato fatto per mettere in sicurezza un'isola a forte rischio di dissesto idrogeologico, dove nel corso degli anni (come nel territorio nazionale italiano) è stato permesso un abusivismo massiccio che ha progressivamente deturpato la natura di questa terra. Ma a poco servono le polemiche. A poco serve vedere Ministri ed altre personalità istituzionali, sfilare nei luoghi della tragedia.

Serve concretezza. Per un'isola messa in ginocchio da troppo tempo e che ora si trova a lottare caparbiamente per risollevarsi, ancora una volta, ancora contro mille difficoltà, specialmente economiche, occorre che le istituzioni sarde in primo luogo diano un segnale forte.

Occorre che i terreni vengano messi in sicurezza, occorre che si faccia un controllo preventivo del nostro patrimonio naturalistico, che gli alberi tornino a innalzarsi oltre gli argini dei fiumi e sui versanti delle nostre montagne e delle nostre colline. Occorre che i paesi vengano messi in sicurezza. Occorre che la popolazione sia pronta all'eventualità di ogni cataclisma. Che sia il consueto ciclone autunnale che miete vittime, o i consueti ed ingenti incendi dolosi che ogni estate devastano i nostri boschi, rendendo il territorio instabile e non preparato a questi eccezionali eventi.

Ancora una volta l'isola si prende uno schiaffo, al quale i sardi però saranno in grado di rispondere.
Ci rialzeremo ancora, andremo ancora avanti e saremo più forti di prima.

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